Percorsi sospesi tra sicurezza e rischio

L’idea è quella del rischio come elemento della nostra realtà, molto presente e percepito, che tuttavia ci pone di fronte al paradosso: il rischio è parte integrante della contemporaneità ma vissuto come elemento intollerabile, ostacolante, non contemplabile e quindi da eliminare.
Da qui l’idea della protezione che si trasforma in controllo e che a sua volta rafforza la mancanza di fiducia; il tutto attiva un circolo vizioso che si autorafforza creando una sorta di mito della sicurezza

 
di Viviana Battazza e Marco Zanchi

Stai attento” 
“Metti il piede su quel legno!”
“Attacca il moschettone al cavo sopra la testa!”
“Abbassati e passa sotto la corda… poi passa sopra l’altra” 
“Attaccati bene!”
“Hai attaccato bene i moschettoni?”
Sono solo alcune delle frasi che spesso sentiamo gridare insistentemente, con tono più o meno alterato, indirizzate ai bambini ed ai ragazzi impegnati sui percorsi in altezza del nostro Parco Avventura, da parte dei loro genitori o accompagnatori, che li seguono ansiosamente da terra.

Capita alla volte addirittura che le stesse frasi le pronunci il genitore che, a fianco del bambino, affronta con lui i percorsi in altezza, standogli attaccato passo passo, ripetendo continuamente consigli che si trasformano sempre più in ordini, rischiando il più delle volte di sostituirsi al bambino stesso.
Ma è proprio così difficile dar fiducia ai nostri bambini, lasciarli muovere autonomamente dentro ad un’esperienza avventurosa e – per alcuni versi – anche “adrenalinica” quale quella del Parco Avventura Bergamo, pur sapendo che sono stati preventivamente istruiti e attrezzati per gestire la loro sicurezza e proteggersi da eventuali cadute?
Perché facciamo così fatica a concedergli di mettersi alla prova, consentendogli di verificare le loro capacità, il loro coraggio, la loro resistenza e determinazione?
Dove va posto il limite tra protezione dai rischi e controllo totale delle loro vite e delle loro azioni?

Sono domande con le quali ci confrontiamo quotidianamente nella gestione del nostro Parco Avventura, incuriositi dal fatto che alcune volte siamo costretti a badare maggiormente ai genitori o agli accompagnatori che si fermano a terra, piuttosto che ai bambini ed ai ragazzi impegnati sui percorsi in altezza. Nel senso che, alle volte, ci sentiamo in dovere di intervenire gentilmente e magari con una battuta simpatica nei confronti degli adulti visibilmente preoccupati, per esempio con un suggerimento, facendo notare che è fondamentale essere certi che il bambino abbia fissato correttamente i moschettoni alle funi di sicurezza, consigliando di intervenire verbalmente solo in caso contrario, e che per il resto deve essere lui, il bambino, autonomamente a muoversi sui percorsi, scegliendo da solo il suo modo di superare gli ostacoli e le prove che si trova davanti, trovando una soluzione creativa al problema che deve affrontare.

Per capire di cosa stiamo parlando, è innanzitutto necessario sapere che il nostro è un parco divertimenti del tutto particolare, completamente immerso in un bosco di faggi secolari, situato a Roncola San Bernardo, una località montana a circa 800 metri di altitudine, a pochi chilometri dalla città di Bergamo.

Offre otto percorsi costruiti in altezza lungo i tronchi degli alberi, differenziati per livello di difficoltà e altitudine dal suolo. Si parte da quelli costruiti ad una altezza di circa un metro da terra, per i nostri piccoli ospiti dai 3 ai 6 anni, fino ad arrivare a piattaforme situate a venti metri da dal suolo, per gli adulti più temerari.

Su ogni albero è installata una piattaforma in legno ed i partecipanti si spostano autonomamente da una piattaforma all'altra, affrontando i percorsi sospesi nel vuoto, diversi l’uno dall’altro sia per caratteristiche strutturali che per tipologia di materiali costruttivi utilizzati: il ponte tibetano fatto di corde metalliche, le scale orizzontali e verticali in legno, le carrucole su corde di acciaio, il salto nel vuoto, la parete di arrampicata in legno col le prese e gli appoggi in resina, i tronchi mobili, il labirinto di elastici, la corda in cotone del tarzan e delle reti e tanti altri ancora.

A ciascuno viene fornita tutta l'attrezzatura necessaria per vivere questa esperienza nella massima sicurezza: una imbragatura da arrampicata, attrezzata con due robuste fettucce cui sono fissati agli estremi due moschettoni provvisti di apposito sistema di chiusura a doppia sicura; una terza fettuccia porta invece una speciale carrucola; a tutti viene poi dato in dotazione anche un caschetto protettivo.

Per molti dei nostri visitatori è la prima volta in cui si trovano ad indossare una simile attrezzatura, vista probabilmente solo qualche volta in televisione; è anche una rara - o forse la prima - occasione in cui provano a salire su un grande albero ad una certa altezza.

Si tratta di certo di una situazione per alcuni versi estrema, unica, che pertanto offre l’occasione di far emergere maggiormente anche ansie e paure, in particolare da parte dei genitori o degli accompagnatori, oltre che dei diretti protagonisti dell’avventura. Si, perché in questo contesto la percezione del rischio è molto evidente, la si tocca con mano: sia perché vari percorsi sono collocati al di sopra dei canonici due metri - considerati anche dalle normative sulla sicurezza il limite massimo di altezza da cui si può saltare al suolo senza danneggiarsi particolarmente (se si cade bene!) – e sia perché, probabilmente, la presenza dei necessari sistemi di sicurezza accentua - per alcuni versi - la percezione e l’esposizione al pericolo. 
Dal nostro punto di vista, l’esperienza del Parco Avventura, oltre che occasione di divertimento e benessere, vuole essere anche e particolarmente una piacevole esperienza formativa, nella quale ci si misura con la gestione della propria sicurezza e con il rischio.
Capite bene, quindi, che si tratta di una proposta adatta per tutte le età, ma in particolare per bambini, ragazzi ed adolescenti.
Ad un primo approccio, parlare di “educazione all'avventura e al rischio” appare una forzatura, eppure ciò che proponiamo al Parco Avventura Bergamo va proprio in questa direzione ed é l’esperienza che - più o meno consapevolmente - coinvolge tutti coloro che decidono di sperimentare i nostri percorsi in altezza, piccoli e grandi.